LA PROFESSORESSA DANIELA MARCHESCHI PARLA DI COLLODI AL ROTARY CLUB EMPOLI
Giovedì 8 Ottobre – Ristorante Cucina S.Andrea
“Carlo
Collodi ed Empoli: amici, amori, la vita teatrale, le opere”, questo è stato il
tema della relazione tenuta al Rotary Club Empoli giovedì 8 ottobre dalla
professoressa Daniela Marcheschi invitata dal presidente del club Luca
Prosperi.
La professoressa è una delle studiose più importanti per la rivalutazione
complessiva di Carlo Lorenzini. Ha curato le Opere di Collodi pubblicate da
Mondadori nella collana I Meridiani nel 1995 e ha promosso il recupero di
scritti meno conosciuti: è una critica letteraria, italianista e studiosa
italiana di rilievo internazionale, specializzata nella letteratura italiana,
nella poesia e nell’antropologia delle arti. Ha insegnato in diverse università
italiane e straniere, tra cui quelle di Firenze, Salamanca e Uppsala. Con la
sua dialettica coinvolgente la Marcheschi ha tenuto attenti i numerosi soci e
socie presenti con ospiti, parlando di Carlo Lorenzini, in arte Collodi dal
paese di nascita della mamma, non solo come autore universalmente conosciuto
del romanzo “Le avventure di Pinocchio”, ma anche come giornalista, critico
letterario, d’arte, di musica, di costume e cronista politico. Infatti per
parlare di Carlo Lorenzini e del suo rapporto con Empoli, è importante andare
oltre l’immagine dello scrittore di Pinocchio e considerare anche la sua
attività di giornalista, osservatore della società toscana e autore di prose
umoristiche. È proprio questa prospettiva più ampia che la professoressa ha contribuito
a valorizzare. Prima di
raggiungere la fama internazionale con “Le avventure di Pinocchio”, ha
continuato la relatrice, pubblicò articoli, racconti satirici, testi teatrali e
scritti dedicati ai costumi e alla vita quotidiana della Toscana. Un testo
particolarmente interessante per comprendere il suo sguardo sulla regione è “Un
romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno”, del 1856, una singolare guida
storico-umoristica legata al viaggio ferroviario. La linea ferroviaria Leopolda
attraversava l’Empolese, e
l’opera intreccia racconto, informazioni sui luoghi e osservazioni umoristiche
sui viaggiatori e sulla società dell’epoca. Inoltre Collodi, in articoli
giornalistici vari, definisce Empoli come “città conosciuta da pochi ma vista
da tutti i viaggiatori della linea ferroviaria Leopolda: Firenze-Pisa-Livorno”.
E ancora sono note le sue conoscenze se non amicizie con personaggi illustri
empolesi come Renato Fucini e Vincenzo Salvagnoli. Da non dimenticare poi come
l’autore sottolineava che la prima fabbrica di fiammiferi fu avviata a Empoli
nel 1831 da un imprenditore francese, Philippe Barrier: addirittura lo
scrittore si domandava “se abbia fatto più vantaggio all’umanità l’empolese
Barrier, coll’invenzione dei fiammiferi, oppure Galileo con la scoperta del
giramento della terra”.
La relazione, molto apprezzata dai presenti, ha suscitato innumerevoli domande
e un vivace dibattito che ha contribuito a rendere ancora più interessante la
serata.








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